Recensione de “La guerra degli elementi- Gli eredi di Atlas”

Recensione de “La guerra degli elementi- Gli eredi di Atlas”, di Veronika Santiago.

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TRAMA

Scozia. Promesse di successo, di lavoro e di risposte, aiuto per una fuga: così uno sconosciuto convince un’aspirante cantante, un marinaio, una studentessa e un rampollo ricoverato in una clinica psichiatrica, a seguirlo su un’isola che è ovunque e in nessun luogo: OgniDove. Là Aisha, Dean, Aurora e Duncan scopriranno il vero motivo per il quale sono stati condotti con l’inganno ai margini del mondo: la storia è incompleta. I dieci Reggenti dell’antica Atlas, all’apice della grandezza, si sono dati battaglia fino all’annientamento ma il loro potere sugli elementi non è andato perduto. Non sarà facile accettare di essere Eredi di un così gravoso fardello: tra dubbi e insicurezze, aiutati dagli abitanti di OgniDove, discendenti dei superstiti di Atlas, i ragazzi cominceranno l’addestramento per risvegliare le loro facoltà. Ma gli elementi sono cinque: dove si trova l’Erede dell’Etere? E quali sono i piani degli Altri Eredi? Inizierà così una lotta contro il tempo alla ricerca dell’Etere.

 

RECENSIONE

Ragazzi, in questa recensione sarò di parte. Non perché io l’autrice andiamo a prendere il caffè insieme o ci conosciamo bene. No, perché questo libro mi è piaciuto talmente tanto che trovarci delle critiche sarebbe molto difficile.

Come la trama qui sopra lascia presagire, è un fantasy incentrato su quattro ragazzi: Aisha, Duncan, Aurora e Dean. Ragazzi normali, ma neanche troppo, che per sfuggire alle loro vite poco soddisfacenti si lasciano trascinare su un’Isola che cambierà le loro vite. Scopriranno che quelle diversità da sempre notate in se stessi, sono nient’altro che una parte vera di loro, conservata in fondo al loro essere e gli abitanti dell’Isola faranno in modo che la riescano a ritrovare, a riconnettersi con chi sono davvero, in preparazione di una Guerra ormai scontata.

I personaggi sono CERTAMENTE la cosa che più mi è piaciuta di più. Tutti diversi tra loro, ma tutti talmente particolari da farmeli apprezzare senza remore, benché il mio preferito rimanga quello più “oscuro”, l’arrogante Duncan. E’ su di loro che è incentrato il primo libro, che non è ricco d’azione, ma è più un primo romanzo di introduzione ad Atlas ed i suoi eredi. Alla loro accettazione, per alcuni più semplice per altri meno, di quello che in realtà sono. Entriamo in ognuno dei protagonisti, imparando a conoscerli nel bene e nel male, imparando ad amare pregi e difetti. E soprattutto, mannaggia, a voler sapere SUBITO come continui la saga! Sì perché io vi avviso, così poi non mi date di quella che lancia il sasso e nasconde la mano, poi DOVRETE leggere gli altri. Cosa che farò il prima possibile e recensirò pure quelli, non appena smaltisco la mole enorme di libri da leggere che si è impilata nel mio Kindle. Lo stile dell’autrice è talmente diretto e scorrevole che il libro mi è passato in un attimo, la lettura è semplice e lineare, che per un fantasy può essere raro. Bellissima l’idea dei flashback per mostrarci, piano piano, il mondo di Atlas. Ottime le descrizioni, sempre precise ma mai pesanti. Insomma, un libro da leggere, rileggere e continuare. Un libro che davvero mi è piaciuto tantissimo e che consiglio a chiunque ami il fantasy.

Cinque lupacchiotti

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